A casa già grandi..

Non è passato nemmeno un mese dall’accoglienza di Baloo a casa, eppure è un po’ che volevo scrivere due righe a proposito delle adozioni dei cani adulti. A dire il vero tante volte ho pensato a scrivere di Eden, ma ogni volta mi dicevo “tra qualche giorno potrei raccontare un’esperienza in più, aspettiamo” e così dal suo arrivo sono passati tre anni e adesso è arrivato questo orso spettacolare.

Diciamo pure che per quanto mi diverta raccontare di noi, preferisco di gran lunga guinzagliare la tribu’ per andare a infangarmi e lo scrivere passa in secondo piano, ma questa volta porterò a termine l’impegno. Ho avuto la fortuna di crescere Eva & Kody da cuccioli e di adottare due splendidi adulti provenienti da allevamenti conosciuti: non versavano in condizioni precarie, non erano abbandonati a loro stessi, ma avevano bisogno di certe cose e io in loro ho trovato quello che cercavo in quel momento: dei compagni.

Si è soliti pensare che crescere un cucciolo piuttosto che un cane adulto faciliti il rapporto, perché un piccolo apprende prima le abitudini essendo libero da vizi e con una mente più fresca: può essere, ma non è sempre così. Un adulto non preclude un percorso insieme. Ho interrotto gli studi universitari che mi avrebbero portato a divenire assistente sociale, ma ricordo i lunghi colloqui in consultorio familiare con le coppie che aspiravano all’adozione. Richieste e perplessità erano sempre quelle e i dubbi che venivano snodati dall’assistente sociale affrontati uno a uno. Adottare un bimbo che non è un neonato non è un obbligo, né un dovere morale, ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che sente dentro. Così per un cane.

Eden era una “cagnina tranquilla” , ma che secondo me non si era mai potuta esprimere a pieno: arrivata era indipendente e distante; oggi merita rispetto e considerazione, perché assieme abbiamo imparato a gettare alle spalle il passato e costruire il presente giorno dopo giorno. Mi sono ripromessa di non metterla mai in situazioni che non è in grado di gestire senza di me e di ritorno lei ha imparato a chiedere il mio sostegno se in difficoltà.

Baloo è un concentrato di energie che sta scaricando piano piano e alterna ore di letargo a corse a tutta velocità. Lui ha riposto il suo testone tra le mie braccia dal primo giorno, non ho avuto bisogno di guadagnarmi la sua fiducia come con Eden, è la mia ombra. Ora che si è ambientato, sarà necessario aiutarlo a cavarsela da solo nel mondo, perché volergli bene significa anche fornirgli gli strumenti per farcela.

Sono diversi tra loro e ogni giorno in evoluzione: li vedo crescere, proprio come fossero dei cuccioli.

Marta

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