Alla scoperta del Dog-Scooter

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Dopo averlo provato con i nostri cani, averlo desiderato e presentato a qualche stage abbiamo deciso che siamo pronti a parlare un po’ anche qui del dog-scooter.. ed ecco la nostra piccola guida a questo fantastico mezzo!

Cos’è il dog-scooter

Il dog-scooter è usato per l’allenamento e l’attività ludica col proprio cane su terra e in assenza di neve; il cane ( o i cani) trainano il mezzo  mentre il conduttore lo guida.

Da cosa deriva

Il dog-scooter deriva dal monopattino o per meglio dire dalla kickbike (o footbike) e solo recentemente è stato applicato al mushing. Ne esistono di vari tipi, dai modelli “city” con tanto di cestello della spesa ai modelli da downhill, passando per quelli da velocità. Ciò che interessa a noi però sono quelli più simili ad una mountain bike visto le caratteristiche del lavoro che svolgiamo con i nostri cani.

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Come dovrebbe essere fatto

il dog-scooter, per permetterci di correre in sicurezza, deve essere prima di tutto robusto e dotato di ammortizzatore frontale, freni a disco idraulici e ruote (quella anteriore più grande e quella posteriore più piccola) di uno spessore tale da poter sopportare le sollecitazioni dei percorsi sterrati. Indispensabile, come nella bike, è un’antenna frontale che tenga distante la linea di traino e l’ammortizzatore  (che attutisce gli strappi legati ai cambi di velocità) dalla ruota.

Perché il dog-scooter dovrebbe avere queste caratteristiche:

Prima di tutto per la sicurezza del musher e dei cani, correndo su sterrato i normali freni v-brake una volta sporcati di fango e terra non sarebbero in grado di rallentare i cani in corsa rischiando di farci finire contro un albero. Le forcelle fisse potrebbero danneggiarsi con le sollecitazioni legate ai percorsi non del tutto “lisci” e le ruote troppo fine finirebbero per bucarsi una volta si e l’altra anche. Ritornare a piedi con un dog-scooter rotto da un sentiero sterrato con dei cani da portare con se non è un’esperienza che auguro.

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Perché preferirlo alla Bike

Il punto di forza del dog-scooter da quello che abbiamo potuto vedere è la maggiore stabilità ed equilibrio del mezzo ma soprattutto la facilità di gestione in caso di caduta. In base alla nostra esperienza possiamo preferirlo alla bike anche per la maggior somiglianza al lavoro in slitta o carrello, con la bicicletta infatti si tende ad aiutare costantemente il cane “pedalando” a differenza degli altri mezzi in cui il cane lo si aiuta comunque ma in modo differente.

Quanti cani allenare

Generalmente il dog-scooter permette di allenare da 1 a 2 cani ma non è insolito vedere sessioni di allenamento con 3 o 4 cani.. per quanto ci riguarda è già abbastanza appagante e rischioso lavorare con al massimo 2 cani.

Dog-Scooter, come iniziare

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Il primo step è sempre munirsi di buona volontà ed un po’ di sana follia oltre ad avere un cane che ha piacere di lavorare insieme a noi e per noi. Il secondo passo è quello di trovare un percorso adatto per iniziare, come nel dog trekking dovrà essere sterrato e ben delimitato. Le prime volte ci sarà bisogno probabilmente di una “lepre”  umana o canina (mi raccomando non un coniglio vero e proprio!) che invogli il cane a seguire correndo davanti a noi. Quando il cane ha capito cosa deve fare allora si può passare ad aumentare la lunghezza e la difficoltà del percorso. Importante è non avere fretta e di ricordarsi che queste attività devo essere piacevoli per noi ma soprattutto per i nostri cani.

Domande frequenti sul Dog-Scooter e gli altri mezzi:

A che età posso iniziare ad allenare il mio cane?

Generalmente, la regola del buon senso è la migliore da seguire come in ogni ambito di attività cinofile. Un cane in crescita merita attenzione e dovuta cautela, in quanto il suo fisico è in sviluppo, ma non è da tralasciare nemmeno l’aspetto della  maturazione psicologica.. Un cucciolone sarà probabilmente molto motivato a provare esperienze nuove di corse sfrenate, ma è bene fare attenzione a contenere le attività per un cane inesperto.

Per quanto ci riguarda, abbiamo avvicinato le nostre cucciole attorno ai 6 mesi, prima in dog trekking, successivamente al dog-scooter, con brevi percorsi per familiarizzare con l’attrezzatura ( imbrago, linee di traino), i rumori e gli stimoli dell’ambiente esterno oltre che chiaramente, l’esperienza di un carico da spostare.

Il consiglio in linea di massima è di contattare persone referenziate e in grado di avviarvi a questa attività.

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Ai cani piace davvero faticare trainando il dog-scooter?

La risposta più intuitiva è quella corretta: dipende dal cane. Certo è che se non proviamo, non lo potremo sapere mai.. ci sono razze naturalmente selezionate per avere morfologia e attitudini caratteriali che meglio si prestano ad attività quali il traino e altre razze (o meticci) che non sono nate per un lavoro che ricrea l’impiego dei cani da slitta, ma che comunque trovano gioia e piacere nel lavorare assieme al proprietario faticando in modo condiviso. C’è inoltre un’altra tipologia di cani che non hanno la struttura fisica adeguata a supportare il peso del traino e non hanno apparati adatti alla respirazione sotto sforzo alla quale viene sconsigliata questa attività. Nulla vieta una corsetta goliardica, ma non ci sentiamo di suggerire  il mezzo come prima scelta a un cane brachicefalo o a un esemplare con conclamati problemi di articolazioni, quali gravi displasie o interventi recenti.

Ancora all’interno della razza stessa ci saranno linee più portate di altre all’attività, come è anche evidente che all’interno di una stessa cucciolata di fratellini, ci saranno certamente soggetti più o meno predisposti a immergersi entusiasti in una nuova esperienza che per loro ricalca le origini della specie.

L’avviamento, nei modi e nei tempi corretti ripaga con gratificazione sia il cane che il proprietario che, ascoltandosi, intraprendono un’esperienza comune.

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Quali sono le temperature e le condizioni ideali di allenamento con il dog-scooter o con altri mezzi?

È molto importante ricordare che ci devono essere delle precise condizioni per consentire lo svolgersi dell’attività, in particolare: temperatura e condizioni del tracciato. Dobbiamo tenere presente che se è caldo per noi lo è ancora di più per i nostri cani che sono direttamente a contatto (attraverso le zampe) o a poche decine di centimetri dal terreno tramite l’apparato respiratorio (canna nasale). Come regola generale possiamo dire che le attività vere e proprie vengono sospese con temperature intorno ai 18° (le temperature massime per il circuito agonistico variano in base agli enti organizzatori/federazioni e tengono conto anche dell’umidità dell’aria, vi rimandiamo ai vari regolamenti per avere i dati precisi) per questo normalmente, salvo che le condizioni climatiche non siano quelle montane, si interrompono gli allenamenti tra marzo ed aprile per ricominciare a settembre/ottobre. Da tenere in particolare considerazione anche il tasso di umidità nell’aria che compromette la nostra percezione della temperatura.

Per quanto riguarda invece la condizione del tracciato è fondamentale che sia privo di tratti asfaltati soprattutto sul punto di partenza dove i cani normalmente sono più carichi mentalmente e fisicamente. L’asfalto è una superficie abrasiva e trattiene il calore del sole, l’attrito tra questo tipo di materiale e le zampe potrebbe lesionare la superficie dei cuscinetti portandoci a procurare un trauma al cane. Un esempio lampante è come se noi partissimo scalzi ad una gara di corsa sui 100metri sull’asfalto.

Il terreno ideale è lo sterrato: la terra e l’erba trattengono meno il calore, non sono superfici abrasive e soprattutto le articolazioni vengono sollecitate in modo più naturale rispetto all’asfalto che non fornisce un corretto ritorno alle zampa. Ricordiamoci di frequentare anche dei tracciati meno battuti da persone e cani in modo da ridurre le distrazioni al cane ed evitare anche incidenti di percorso.

 

 

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