Il mio cane da… contrabbando

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Mi capita spesso sentir dire: “Bello quel cane, quanto vorrei averlo anch’io” oppure altre frasi simili con apprezzamenti sul tipo di pelo, sul colore degli occhi e su tutto quello che si riconduce esclusivamente all’estetica del cane. Beh che dire… l’ho detto anche io circa un anno fa pensando che sarebbe bastato amare incondizionatamente e spropositatamente qualsiasi razza per passare una vita felice insieme, senza però soffermarmi sulla complessità del carattere ed altri aspetti importanti della vita quotidiana da affrontare insieme.

La mia passione sin da piccola era quella di poter crescere un Siberian Husky, mi ero informata quel tanto che bastava per poterne avere uno ma in casa non mi è stato concesso proprio per via del fatto che, non essendo un cane da guardia, non era “utile” alla famiglia. Così, in età adulta, in un momento emotivamente non bello della mia vita, passeggiando in un centro commerciale noto in bacheca l’annuncio di una ragazza che vendeva cuccioli di Husky privatamente:

“Quale occasione migliore per risollevarmi il morale prendendomi cura di un pelosetto e per di più di un Siberian Husky ?!”

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La sera stessa la contatto ma purtroppo non ne aveva più neanche uno. La mia delusione non passò inosservata agli occhi del mio ragazzo che pur di vedermi serena, cercò vari allevamenti in zona, così ne trovò uno che avrebbe avuto cucciolate disponibili solamente dopo otto mesi. Escluse subito l’idea di aspettare tutti quei mesi per farmi questo regalo, così navigando su internet trovò un allevamento di Napoli che ci disse di avere cuccioli di più razze disponibili e soprattutto di avere proprio il cucciolo dei miei sogni: un maschio bianco e nero, con occhi eterocromi, di 3 mesi al modico prezzo di 600 euro.

Gli chiese se era possibile vederlo e così ci inviò delle foto di uno splendido cucciolo che solo successivamente si è rivelato non essere lo stesso cucciolo acquistato. In quel momento però presi dall’euforia, palesemente inesperti sull’acquisto di un cane e sulle leggi da rispettare, decidemmo di procedere e di soddisfare il mio desiderio. Discutendo con l’allevatore ci disse che al prezzo del cane avremmo dovuto aggiungere 80 euro per il trasporto, richiesta che da subito rifiutammo visto che di lì a breve saremmo dovuti andare in Puglia e non sarebbe stato un problema passare prima da Napoli a prenderlo personalmente!

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Il tizio in questione con varie scuse non ha reso possibile il nostro passaggio per ben due volte, così mi resi conto che qualcosa non andava e decisi di interrompere ogni trattativa ed ogni contatto, ma il mio ragazzo mi convinse che non poteva essere una truffa dato che non aveva chiesto pagamenti anticipati, così riprese i contatti ed accettò per la consegna “a domicilio” ed il pagamento in contrassegno!

Dopo questa bella tiritera di circa un mese io aspettavo un bel cagnolino di 4 mesi e mezzo, ma nella notte del 25 aprile del 2015, un furgone proveniente dall’Ungheria aprì le sue porte al piccolo Yron, un batuffolo di appena 45 giorni di vita, pieno di escrementi e con lo sguardo terrorizzato.

Il tizio apre la gabbietta, ci fa avvicinare anche a guardare gli altri cani e testare con mano la temperatura del veicolo, prende questo scricciolo e, per qualche strano motivo è sembrato che il tempo in quel momento si fosse fermato. Guardo il mio ragazzo come per dirgli:

“Ma che c*****a abbiamo combinato qui qualcosa sotto c’è”…stavo per dirgli chiudi sto catorcio e sparisci ed Yron mi è letteralmente saltato tra le braccia!

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Non sono riuscita a dire ciò che volevo, l’ho pagato e sono tornata a casa, eccola là la truffa dove stava: far leva sul buon cuore delle persone! Fino a quel momento non avevo la minima idea del traffico che c’è dietro a queste povere creature per soddisfare la richiesta di mercato e perchè no… i nostri capricci! Ho capito dopo che il cucciolo a Napoli non ci era neanche passato, hanno aspettato che nascesse quello che piaceva a me per poi importarlo facendomi credere di averlo già disponibile nel loro “allevamento”. Ma i guai non son finiti quella sera…

Ho cercato di denunciare l’accaduto a tutte le autorità possibili ed immaginabili, ma rischiavo il sequestro del cane (che poi ora non ci credo poi tanto) e dopo mesi non me la sono sentita di rinunciarvi. Dopo varie minacce e fallimenti ho capito che da sola non sarei mai riuscita neanche a scalfire questa tipologia di società e mi sono rassegnata a crescere il mio piccolo nel miglior modo possibile con tutte le problematiche che la sua condizione ha portato con sé… oggi, col senno di poi, sono consapevole del fatto che la colpa di tutto ciò in primis è mia che, presa dalla voglia di avere finalmente il cane dei miei sogni, non mi sono documentata fino in fondo alimentando, a mia insaputa, il traffico illegale e soprattutto immorale di questi criminali perciò chiudo col dirvi che…

certe volte è talmente forte la voglia di soddisfare i nostri desideri o migliorare i nostri stati d’animo con un cucciolo che diventiamo ciechi di fronte all’evidenza, arricchendo così persone senza scrupoli che guadagnano giocando con la vita dei cani

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Col senno di poi mi rendo conto che aggiungendo poche centinaia di euro e un po’ più di pazienza avrei potuto acquistare un cucciolo da un allevatore, conoscendo i genitori, i fratelli e senza sfruttare le loro madri ad un prezzo uguale a quello che ho pagato questo trafficante di anime e le cure per rimetterlo in salute (il mio caso non era gravissimo ma conosco persone a che purtroppo hanno perso il cane dopo poco).

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180€ test per la giardia ripetuto tre volte, 180€ per una lastra all’arcata dentaria per stabilire l’età (45 giorni), 40€ di medicinali vari per rimetterlo in sesto… sommati a 600€ di cucciolo e agli 80€ di spese di trasporto… per un totale di 1.080€

Forse avrei dovuto aspettare, riflettere e far passare il giusto tempo per la cucciolata preparandomi per accogliere al meglio il futuro nuovo arrivato senza essere accecata dal mio desiderio.”

Scrivo queste righe per raccontare la mia esperienza con la speranza che anche se può sembrare una goccia nell’oceano, qualcuno leggendole non ripeta i miei stessi errori diminuendo il numero di Yron che ogni giorno attraversano il confine.

Con il cuore Giusy Massa

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2 Commenti

  1. Purtroppo non è l’unico caso, dietro ogni cucciolo senza pedigree c’è sempre almeno il maltrattamento di di povere creature fruttate da vere bande di criminali. Desiderare un amico a 4 zampe non è come comprare un peluche. Ci sono tanti libri che spiegano come scegliere un cucciolo, basterebbe avere il minimo rispetto per un essere vivente e non avere un comportamento egoista e insensibile. Lo si capisce solo dopo aver fatto l’esperienza di Giusy. Mi complimento con lei per aver avuto il coraggio di raccontare come il loro comportamento li abbia resi testimoni di questa vergognosa realtà.

    • Grazie Michele Masi per il commento, stiamo cercando di raccogliere più testimonianze possibili nella speranza che le persone aprano gli occhi e vedano la realtà che si cela dietro ad un cucciolo senza pedigree, magari scelto per risparmiare qualche centinaia di euro. Fortunatamente nel caso di Giusy la storia ha avuto un lieto fine mentre in altri casi no come documentato sul nostro articolo “K come Kanik, K come…”

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