Come scegliere un cucciolo

Prima o poi dovevo scrivere qualcosa sull’argomento “Come scegliere un cucciolo” ma rimandavo sempre. In questi pochi anni di cucciolate allevate riceviamo molte richieste e abbiamo modo di incontrare tante, anzi tantissime persone che non hanno minimamente idea di cosa fare per evitare di farsi fregare. Quel che è peggio, a molti non interessa saperne di più sul mercato dei cani dichiarati di razza, ma che di razza hanno davvero poco.

I contatti a noi arrivano da diversi canali: sito, passaparola, scuola di educazione cinofila o a volte anche per pura casualità. Dopo un po’ di esperienza ammetto che qualche domanda bizzarra riesce a far venire l’orticaria perfino a me, che di fatto sono una persona disponibile e a detta di altri fin troppo paziente e accogliente. Vi riporto solo brevemente l’ultima conversazione telefonica di questi giorni:

“Salve, vorrei un cucciolo di siberian husky (mettiamo il caso che lo sappia scrivere correttamente come lo ha pronunciato), biondo con gli occhi azzurri.. lo avete? “
“Ci spiace, la fabbrica dei principi azzurri questo mese ha messo in produzione solo il modello brizzolato con occhi scuri”
Ovviamente scherzo, ma la tentazione è tanta, quindi rispondo sommariamente: “Buongiorno, no”
“Allora, non importa, avete un Togo Seppala color agouti tipo lupo?”
“No al momento non abbiamo cuccioli e un Togo è più unico che raro.”

4 mesi

La mia ironia non viene colta, il messaggio gli arriva diretto e la frase suona serissima. Decido quindi di gettare un sassolino nell’oceano.

Gli chiedo di spiegarmi cosa conosce della razza e cosa cerca (colore a parte), lo lascio parlare; l’aspirante proprietario desidera un cucciolo, sa che vuole un husky e dice che si è documentato (personalmente informato diciamo). Come tutti ha un modello a cui si ispira: ha googlato un po’ qua e un po’ la e ha un raggio di azione entro il quale muoversi.

Il budget di spesa è molto basso, non realistico con quanto può costare fattibilmente il cucciolo ma non intervengo sulla questione prezzo e lascio proseguire. Lo vuole piccolo, il più piccolo possibile (diciamo svezzato dai) perchè è fondamentale l’imprinting da buon leader e si sa più è piccolo, migliori saranno la chance di plasmarlo a piacimento. Abituarlo alla routine di casa e addestrarlo risulterà più semplice se il soggetto è ancora in tenera età anche perchè da adulto sarà molto più complesso.

Non sa bene come funziona la storia del pedigree per le gare, ma lui di mostre di bellezza non ne vuole sentir parlare. “Sono cose per allevatori” e l’idea è quella di avere semplicemente un cane per casa.

Cosa farne di questo ambizioso proprietario (dis)informato?

Facciamo che non diventi tempo buttato ma che sia d’ispirazione per il nostro articolo. Ora tocca a me condividere con voi quello in cui credo e quindi finita l’introduzione ecco come scegliere un cucciolo, il nostro decalogo per non inciampare.

1 – Occhi, colore e sesso

Quando ti rivolgi a un allevatore è legittimo esprimere una preferenza sul colore di occhi e mantello, ma è intuibile che non per forza questa predilezione possa essere accolta. I cuccioli potrebbero non presentare quella colorazione o il soggetto che li presenta non avere un temperamento adatto al tuo contesto familiare. Solo l’allevatore può indicare il cucciolo adatto a te che, potrebbe anche non essere presente in quella cucciolata.

Sesso… o è maschio o è femmina, qui non ci sono dubbi. Ma anche se hai preferenza per uno dei due l’invito è sempre quello di ascoltare chi ha più esperienza. Se è vero che certe peculiarità sono legate al sesso, ogni cucciolo è un individuo a sé e come tale va conosciuto. Anche in questo caso, chi meglio dell’allevatore conosce le creature nate dai suoi cani e da lui allevate?

35 Giorni

2 – Tempi di consegna

Mai chiedere o pretendere un cucciolo prima del compimento dei 60 giorni di età. Oltre ad essere vietato per legge cedere un piccolo prima di tale scadenza, pena il suo benessere fisico, il suo equilibrio e la sua formazione psichica. Intorno ai 30 giorni i cuccioli vengono svezzati, ma ciò non significa che sono pronti a lasciare madre e casa di origine, anzi: non lo sono mai!

Attenzione a quando ti mostrano i cuccioli, fai foto, chiedi a persone che ne sanno più di te se davvero sembra un cucciolino dell’età dichiarata. Non basta apporre la data di nascita sul libretto (che tra l’altro è un documento non ufficiale, perciò anche l’allevatore o presunto tale) può compilarli alla prima pagina.

3 – Pedigree

Questo discusso pezzo di carta altro non è che l’albero genealogico del tuo eventuale futuro cucciolo e si, serve. Non nasce per autorizzarlo a partecipare a manifestazioni di bellezza e sportive: è un vero e proprio
registro (ora anche on line) di informazioni ufficiali e importanti
circa gli avi del cane.

Sul pedigree vengono riportati tutti gli ascendenti, le lastre all’anca effettuate e ufficializzate da un ente competente, il microchip e il LOI/ROI (numero pedigree), nome allevatore e suo indirizzo. Un cane con pedigree è
tracciabile, in bene e in male, mentre un cane sprovvisto è figlio di nessuno, con tutte le problematiche che la casistica ci insegna.

Cosa importante: non basta garantire all’aspirante proprietario di possedere i certificati dei genitori: è correttezza fornire i numeri LOI dei genitori per poter verificare che effettivamente siano registrati nella banca dati dell’ENCI. Con questi dati infatti si potrà controllare non solo la veridicità delle informazioni sui genitori ma anche l’avvenuta dichiarazione di monta e poi nascita. Per effettuare queste verifiche basterà registrandosi al portale ENCI.it dove sono presente il libro genealogico on-line e gli accoppiamenti recenti, entrambi consultabili gratuitamente.
Mai fidarsi a priori delle parole.

P.s. Oggi mi limito a ricordare l’assoluta importanza del Pedigree, prossimamente mi occuperò di un articolo ad hoc.

4 – Microchip

Il microchip è un metodo di identificazione degli animali da compagnia (sostituisce il tatuaggio) ed è obbligatorio per legge dal 1991. Secondo normativa va applicato sotto cute dell’animale entro i 60 giorni di vita da un veterinario.

Esso contiene un codice univoco di 15 cifre che permette, grazie a una banca dati, l’identificazione del cane con il suo nome d’affezione, quello del proprietario e la sua residenza. Il microchip deve essere applicato prima della cessione del cucciolo a terzi, deve essere riportato nel libretto sanitario e comunicato all’asl di riferimento dal veterinario che lo applica.

90 Giorni

5 – Documentazione

Per accertarsi di non incappare in brutte esperienze è necessario sapere cosa chiedere all’allevatore o al privato al quale ci rivolgiamo. Il libretto sanitario con microchip applicato e primo vaccino è il minimo sindacale ma non è sinonimo di salute e di una cucciolata fatta nel bene dei piccoli e della madre. Il pedigree dei genitori e i dati utili a identificarli nel libro genealogico on-line ENCI sono la seconda cosa imprescindibile.

Sono truffatori quelli che vi raccontano la storiella “sono puri, la
mamma lo ha, il papà lo avrebbe, ma non è stato fatto a suo tempo ecc ecc..

Il consiglio in questo caso è di cambiare aria!

Ultimo, ma non ultimo, è da richiedere documentazione sulla salute dei riproduttori. Da due genitori monitorati per le principali malattie tracciabili
per la razza, le probabilità di avere un piccolino sano sono esponenzialmente più alte avendo questi certificati che non acquistando un cucciolo i cui genitori non sono stati mai testati. I due esami fondamentali sono le lastra alle anche dei genitori che si effettua una volta nella vita del cane dopo il compimento dei 12 mesi e la visita oftalmologica effettuata da un ente certificato di entrambi i riproduttori (che ha validità un anno).

6 – Controllare la fattrice

Eticamente poi va verificato sempre presso la banca dati dell’Enci il numero di cucciolate che ha già fatto la mamma, a che età la prima e a che distanza l’una dall’altra. Se non lo sai, il periodo fertile di una cagna va dai 6 mesi agli 8/9 anni in media, ma ciò non implica che la cagnolina sia matura da sostenere l’onere fisico e psichico di una gravidanza.

Intuitivamente, dopo i 7 anni decidere di farle intraprendere una gravidanza è una valutazione da ponderare in maniera approfondita con il veterinario. Anche qui “carta canta”, non basta auto dichiarare che il veterinario di fiducia conosce e si occupa delle visite, ma sono necessarie ecografie e resoconti scritti da uno specialista.

Cucciolare a intervalli di sei mesi è immorale. Da una cucciolata all’altra dovrebbero passare almeno due calori e pensare a una fattrice che abbia figliato più di 4 volte in 6 anni fa molto riflettere, anche se fosse la cagnolina più brava e bella del mondo, a me sa tanto di allevamento di conigli.. in pratica vive tra gestazione e allevamento cuccioli, senza niente altro!

7 – Raggio d’azione

Quanto sei disposto a spostarti per cercare un cucciolo? Quanta strada potresti fare per scegliere il cucciolo che diventerà il tuo futuro compagno di vita?

Certo è che se di negozianti e cagnari che vendono illegalmente simil husky se ne trovano un po’ ovunque, i validi allevatori non sono poi così tanti. Tra quelli riconosciuti ENCI, i privati e gli amatoriali che fanno cucciolate occasionali attenendosi alle normative e deontologia che l’ente di cinofilia richiede, possiamo notare che non sono tanti in Italia e in alcune regioni non ce ne sono proprio, mentre in altre è più facile trovarne.

Direi comunque che il raggio di azione utile dovrebbe almeno prevedere lo spostamento in eventuali regioni limitrofe. Vedere con i propri occhi e poter fare dei paragoni sui posti visitati permette di apprezzare o contestare
molte realtà oltre a conoscere i soggetti adulti e anziani dell’allevatore (cuccioli e mamma a parte).

8 – Disponibilità

La domanda non può essere soddisfatta dall’offerta perchè i cani hanno periodi di calori soggettivi e le femmine vanno in estro una, massimo due volte l’anno. I cani non sono persone e i periodi fertili si riducono a una decina di giorni l’anno, suddivisi in massimo due volte l’anno. E quindi?

Semplice, sperare in un cucciolo disponibile pret a porter è legittimo, ma quasi utopico. I cani non sono macchinari industriali che producono cuccioli a richiesta, non stiamo parlando di automobili o oggetti. Spesso gli allevatori seri prendono contatti e referenze prima ancora della nascita dei cuccioli per seguire al meglio i proprietari, quindi è inutile pretendere di arrivare in un allevamento e avere un cucciolo con certe caratteristiche subito disponibile. Solo un cagnaro ne avrà sempre di pronti.

75 Giorni

9 – Selezione e prezzo

Selezionare significa fare delle scelte per preservare attitudini e morfologia o migliorare ciò che è da rivedere. Tutelare lo standard della razza, escludere tare e deficit genetici, esaltare e mantenere qualità emerse sono solo alcune delle cose a cui un allevatore deve pensare. Prima di tutto però bisogna focalizzarsi sul benessere psicofisico dei cani.

Tutto questo lavoro di selezione non può che incidere sul prezzo: impegnandosi sull’aspetto qualitativo e non quantitativo, il costo del soggetto non è quello che troviamo sugli annunci che spesso visioniamo on-line, in quanto le spese per garantire un regime di vita dignitoso ai propri cani incide sensibilmente sui costi. Buona alimentazione, cure veterinarie, spazi consoni e visite specialistiche sono i requisiti minimi a cui poi vanno aggiunti tutto l’investimento di tempo e professionalità che un allevatore impiega nel quotidiano.

Non si tratta di un settore d’elite, ma di professionalità ed etica, perché la “merce d’acquisto” è un essere vivente, non una borsetta.
Ci sono cani adulti presso l’allevamento che hai visitato? Sono produttivi? Gli anziani sono accuditi bene? Questi sono “costi” per chi non se ne libera, che vanno sommati a tante altre spese di gestione del branco.

Seguire il neo proprietario per tutta la vita del cucciolo è un impegno morale, oltre che doveroso, anche oneroso in termini di tempo e stiamo pu sicuri che dietro ad un prezzo invitante di poche centinaia di euro è nascosta una truffa. Un cucciolo sano cresciuto con i requisiti suddetti nel caso del Siberian Husky parte dagli 800/1000 euro a salire con qualche diversità in base alla zona geografica.

Non esistono scorciatoie: se si ama i cani si acquista con coscienza oppure si sceglie di adottare, scelta nobile e consigliata ma da ponderare altrettanto attentamente.

10 – L’allevatore

L’ultimo punto lo lascio elaborare a chi ha letto l’articolo fino in fondo.

“Chi è dunque la persona a cui riconoscere una somma per avere un cucciolo da portare a casa?”

Ora che hai le informazioni che fanno da cornice al tuo desiderio, da chi potresti trovare il tuo cucciolo? La scelta è tua, io ho solo gettato un sassolino nell’oceano.

Marta

Alcuni link utili:

Ringraziamo per il materiale fotografico aggiuntivo:

Kristian Boschi, Vittoria Bambini e Melanie Raho

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