Ho un Husky che… scappa!

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“Buongiorno, mi hanno consigliato di contattarla. Ho un Husky che … scappa. Mi può aiutare?”

Inizia così la telefonata di ieri sera e penso che è il giusto spunto per riflettere sul temperamento dell’ Husky, questo “tremendo stupido cane inaddestrabile”.

“L’ho adottata poco tempo fa, era in condizioni di deprivazione, è stata un angelo i primi giorni, ora scappa e con lei la sua compagna di giochi più grande, un mix pastore, mia anche lei.”

“Se pensate sia un capriolo avete sbagliato”

Non conosco ancora i nomi delle cagnette. Generalmente li dimentico abbastanza in fretta sentendomi come una nonna con troppi nipotini, ma immagino già la classica scenetta divertente del prima e del dopo. C’era  una volta In una bella casa una giovane pastorella annoiata e piuttosto sola. Solitudine e noia non erano dovute al suo umano che gli dedicava cure e tempo di qualità ma al non avere un compagno di malefatte. Nello stesso momento, da un’altra parte, una cagnolina veramente sola, relegata in una terrazza, un giorno vince il superenalotto e viene accolta da una famiglia felice con una pastorella annoiata. E tutti vissero scappando contenti!

“Non capisco perché debba scappare…”

“Io non scappo… esploro”

Spiego brevemente, rimandando il tutto al primo incontro in campo, che i nordici non scappano… esplorano. Sono convinti di non incappare mai in nulla di pericoloso, per riprendere la strada del ritorno quando hanno fame oppure è ora di fare la nanna.

“Ma soprattutto è un problema perché ora… sono in due a scappare!”

La telefonata mi coinvolge molto, sono incastrata nella circonvallazione di Treviso e il ragazzo è davvero preoccupato. Penso brevemente alla situazione, un cane adottato da poco che finalmente può dare libero sfogo alla sua voglia di correre, esplorare, dopo il primo anno relegato in un terrazzo ed una pastorella che si viveva il giardino annoiata ed apatica in attesa del rientro del suo umano. Due estremi provenienti da due mondi diversi che hanno imparato a “incrociare le loro code” e divertirsi insieme combinando chissà che diavolerie in aperta campagna spalleggiandosi a vicenda.

“Forse qui dentro c’è una gallina”

Sorrido a immaginare la caccia ad una gallina o la corsa attraverso un campo appena seminato urlando libertà! Libertà di movimento, di prendersi una boccata d’aria in più che collide con lo stile di vita del loro umano e non da meno con le norme vigenti che giustamente vedono necessario avere il cane in custodia entro il giardino oppure al guinzaglio. Forse la scenetta divertente immaginata poco prima non si allontana poi così tanto dalla realtà.

Mi sento di procedere col colloquio telefonico senza illudere, io non sono capace di fare miracoli: un husky è come un gatto, puoi trattenerlo ma non puoi contenerlo e i pericoli sono davvero troppi per indugiare a migliorare le recinzioni di casa. Qualcuno dopo questa immagine di zampette saltellanti in paese probabilmente immaginerà cani tristi da giardino che non saranno mai felicemente liberi ma non è così.

“Un po di pausa dopo la battuta di caccia”

Adottare non è facile, è un scelta che deve essere consapevole e per quanto si pensi di aver previsto tutto, i piani verranno stravolti. L’accoglienza, il periodo di adattamento e la costruzione di un legame solido e duraturo non hanno tempistiche prestabilite. Costruire una relazione stabile, intensa e duratura saranno il nostro obiettivo principale negli incontri che seguiranno così da rendere ciò che è dentro più interessante di ciò che è fuori. Avremo bisogno di molta pazienza e di tanta voglia di rimettere in gioco la vita a cui eravamo abituati.

Marta Pulvirenti

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