In memories of Kody

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Un cucciolo piccolo piccolo… uno scricchiolino con la codina sempre in attenzione: KODY aveva una splendida mascherina, pelo di guardia e sottopelo nerissimi. Si è rivelato da subito un piccolo recettivo e vivace. Parlare di lui è come parlare dei miei primi passi mossi nel mondo della cinofilia e dei primi inciampi in metodi sbagliati.

“Basta uno sguardo” Nek
“Basta uno sguardo” – Nek

Kody era il mio primo cane e io alla mia prima esperienza: spesso venivo turbata da un senso di inadeguatezza. Ero io la persona al quale si affidava questo mezzo husky dal carattere determinato.Non era un cane facile da gestire e proprio l’altro giorno, imbottigliati nel traffico della domenica,raccontavo a Stefano di quante paure aveva e di come spesso era difficile approcciarlo senza farlo sentire minacciato. Era un cane che soffriva i cambiamenti e non riusciva a risolvere le difficoltà da solo: mi chiedeva aiuto un sacco di volte e si incazzava da matti perché io non sapevo ascoltarlo; altre volte invece,poteva sparire in un angolo della brandina e io mi dimenticavo di avere un cane.

In principio con lui ho usato lo strozzo. (E vorrei che sapesse che mi dispiace)

Tanto schivo con gli estranei, quanto confidente con i cani. Lui sentiva di poter affrontare tutti. Era abbastanza forte da reggere le minacce dei simili tanto da riuscire a replicare con la giusta aggressività,senza mai perdere quella lucidità che in altri contesti sembrava mancare. Era speciale.Se né andato troppo presto e lascia un vuoto indescrivibile. Scrivendo, rivivo la stessa sensazione di quando mi fissava con il suo sguardo penetrante e caldo: imbarazzo, di non riuscire seppur con tante parole a rendere giustizia al cane che era.

Scusami Kody. E grazie di essere stato con me.

Marta

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