Lettera di un cane adottato che vive in giardino

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Ciao a tutti il mio nome è Spaz e sono un cane adottato; vivo in giardino, ma oggi ho rubato il computer a Stefano, spero che non gli dispiaccia se sporco la tastiera ma ho appena finito di ruzzolarmi nel fango insieme alle mie sorelle Anja e Nikita. Sono l’unico membro del branco proveniente da adozione con la “A” maiuscola; infatti dei sette solo io sono stato adottato in canile (altri due sono adottati grazie al Siberian Husky Rescue Italia) e vi vorrei parlare del mio vivere “giardino”. Gli umani ultimamente perdono troppo tempo schierandosi e insultandosi per stabilire se si può dare in adozione un cane ad una famiglia che lo tiene sempre fuori pur prendendosi cura di lui oppure se scartarla a priori.

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Partiamo dall’inizio… Sono stato adottato circa tre anni fa da Stefano ed appena arrivato a casa il mio nuovo amico doveva dimostrare alla volontaria di avere: ciotola, cuccia e crocchette in casa per garantirle di potersi prendere cura di me. La mia nuova casa era poco più grande del box del canile, un appartamento di 45 mq (detto tra noi anche arredato malissimo) e forse per questo ero anche un po’ spaventato tanto da nascondermi dietro il water. Ben presto però sono uscito dal mio nascondiglio in bagno per diventare il suo “scalda sonno”: dormivo sotto le coperte appiccicato a lui, lo seguivo in bagno, in cucina e in camera… in pratica ovunque.

Per me era un bene e Stefano voleva garantirmi stabilità e sicurezza e io ne traevo beneficio.

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Poi un bel giorno arriva Marta, io ne sono stato felicissimo perché non eravamo più soli e avevo acquisito due nuove sorelle con cui giocare (anche se una non voleva giocarci con me). Lei inizia a consigliare a Stefano di lavorare allo sviluppo di competenze per poter stare al mondo anche un po’ da solo. Lei è convinta che noi cani andiamo ascoltati, ma spesso non sappiamo cosa è davvero bene per noi. La mia dipendenza infatti mi provocava beneficio immediato, ma grandissimo stress quando andava a lavoro. Ho distrutto tutto il possibile in casa, ho anche aperto barattoli di zucchero e ingurgitato compulsivamente le tende e i biscotti (con rischi grossi per la mia vita). Ho ululato tanto che quasi volevano denunciare Stefano per maltrattamento e portarmi via da lui… eppure:

Vivevo in casa, tra divano e letto sempre insieme come fratelli.

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Ma ora veniamo a noi ed al vero motivo per cui vi ho raccontato tutto questo… purtroppo ieri sera ho sentito discutere in casa sul fatto che è stata nuovamente negata l’adozione di un cane ad un loro amico… motivo? Il cane avrebbe vissuto in giardino.

Io non capisco, continuano a ripetere che il cane è un animale sociale, che deve vivere con il branco, che non può vivere nel giardino e che le persone non ti amano veramente se ti fanno dormire in giardino e non in casa sul lettone con loro… si solleva il la questione della “non scelta arbitraria del cane che potendo, starebbe sempre acciambellato in casa. Anche io lo credevo, ma i fatti dimostrano che alla fin fine…

Non è poi così male vivere in giardino!

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Stefano e Marta quando possono stanno fuori con noi, ci portano con loro a turno a fare un giretto (siamo in sette, tantissimi per uscire tutti insieme), quando non ci sono loro dormiamo ma quando sono liberi da impegni diamo il meglio di noi stessi: iniziamo a correre, ci facciamo gli agguati, rotoliamo nel fango e scaviamo le buche. A volte ci capita di dare anche una mano a fare i lavori in giardino. Anja ad esempio domenica ha aiutato Stefano a spaccare la legna, lui la tagliava e lei prendeva il pezzettino e lo metteva nel mucchietto dietro di lui… c’è sempre qualcosa da fare in una grande famiglia. Siamo molto stimolati dalla natura che ci circonda: rumori, odori, movimenti, possiamo annusare l’aria e correre a vedere cosa succede, perché io sono anche un po’ il cane da guardia di casa.

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Ci inventiamo dei giochi, Nikita è la migliore in questo, è un po’ matta ma con lei non ci si annoia mai, l’ultima volta stava giocando a far passare una bottiglia sotto un bancale, da una parte all’altra e in casa questi giochi sarebbero impossibili e poi io ho scoperto che cacciare gli uccellini con l’aiuto dei lupi è uno spasso!

Vivendo in casa non potremmo fare tutto questo durante il giorno e poi d’estate fa troppo caldo per dormire sul letto tutti insieme… ma pensiamoci.. 7 cani e 2 umani (quasi 3)

Credo che se dormissimo in casa ci lascerebbero lo stesso fuori dalla camera lontani da loro, quindi tanto vale restare fuori ad ascoltare le cicale. Dimenticavo una precisazione: i cucciolotti, i cani che vanno inseriti e quelli che per caso si fanno male, hanno pieno titolo di vivere dentro casa. Precisiamo però che da quando qualcuno se ne è approfittato… senza fare nomi Eden “zampetta-furba” … Stefano e Marta controllano meglio “l’entità del male”.

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Chi resta fuori può anche scegliere dove dormire: le “rosse” si acciambellano sotto le siepi ad esempio, gli altri dormono un po’ dove capita ma per me che sono il più piccolino hanno riservato una bellissima ciotola azzurra con un bel lenzuolo morbido che condivido ben volentieri con Eva.

Quando fa freddo o piove hanno predisposto per noi dei posti all’asciutto dove possiamo riposare, inoltre il furgone ed il garage con le cuccette al coperto sono sempre a nostra disposizione.

Mentre noi ci godiamo la bellezza della nostra nuova casetta tra i campi tutti stanno lì a litigare continuamente giorno e notte:

Volontari contro famiglie che vogliono acquistare un cane e non adottarlo; volontari contro allevatori che fanno nascere altri cuccioli; volontari contro famiglie che vogliono far vivere il cane in giardino; famiglie contro volontari che non vogliono che si comprino cuccioli; famiglie contro volontari che non vogliono che ci facciano vivere in giardino; volontari contro famiglie che non vogliono adottare una cane senza una zampa; volontari contro famiglie che non vogliono adottare una cane senza due zampe; volontari contro famiglie che non vogliono adottare una cane senza tre zampe; volontari contro volontari che sono arrabbiati perché altri volontari hanno invaso il loro territorio (eh probabilmente non lo avevano marcato bene come fa Baloo) ecc ecc …

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Per ottenere cosa poi? Ci sono tanti miei fratelli e sorelle in canile che aspettano una famiglia adatta a loro che è un peccato costringere le persone che vogliono adottarli a comprare un cucciolo dal primo che capita solo perché dicono che vivremmo in giardino.

Bisognerebbe fare più domande e scavare a fondo per capire se lo stile di vita delle famiglie è adatto ad accogliere un cane, senza limitarsi a chiedere solo: vivranno in giardino? Anche perché un bel giardino è decisamente meglio di un freddo box del canile. Se io fossi un volontario, non lascerei Eden vivere in casa, dato che ruba tutto il cibo che trova e non me ne lascia mai un pezzetto!

Continuate pure a litigare, discutere, insultare e creare divisioni quando dovreste essere tutti uniti per aiutarci a trovare una casa. Io vivo bene in giardino e sono felice di non essere più in canile, ora ho una famiglia che mi vuole bene. Ho tanti fratelli a quattro zampe (ed uno a due zampe in arrivo, umano intendo) con cui passare le giornate giocando… se la smetteste di perdere tempo forse altri potrebbero avere la mia stessa fortuna.

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Intanto io sto continuando quel percorso per acquisire le competenze di cui parlava Marta. Dice che ho ancora bisogno di scaricare lo stress e che leccare e mordicchiare le mani è il mio “coping”, il mio modo stare meglio, non si sa bene se fa parte di me o è uno strascico del brutto ricordo del canile lager. In effetti a volte non riesco ancora a resistere a piagnucolii vari però ora sono entrambi liberi di andare e venire da casa ad orari non prefissati senza che io rischi la vita facendomi del male in appartamento ed inizio a stare veramente meglio.

Una slapazzata affettuosa da me ex cane da canile, ex cane letto-dipendente: Spaz!!

 

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