Riflessioni cinofile: etica ed aspettative

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In questi giorni mi sono trovata a riflettere molto sul tema delle “ aspettative ”: non quelle umane, bensì quelle canine, per passare solo in un secondo momento a un’ottica antropocentrica. Pochi mesi fa ho partecipato a un seminario “Learning Dog” ed è stato utile per soffermarmi un po’ di più sui fatti recentemente accaduti nel mondo cinofilo e avere nuovi spunti per comprendere meglio i nostri cani.

Non conoscevo nulla di questa scuola, mi sono ritrovata catapultata in discorsi di etica e “animalità” ai quali prima non avevo mai prestato attenzione, che però (non volendo assolutamente ridurre il pensiero madre della scuola al quale appartiene) penso di avere interiorizzato già da tempo. O almeno, di avere coscienza di ciò che è etico nel rispetto di un essere diverso da noi che però ci è affidato e si affida all’uomo, se non altro essendo cosciente del mio punto di vista.

Marta
Marta

Il mio pensiero è un po’ quello che ho circa la vita coi i bambini. Spesso siamo abituati a riversare i nostri desideri non realizzati sugli altri sperando che vengano seguite le nostre orme o almeno le nostre preferenze, in nome di un benessere che appartiene in realtà solo a noi e che non sempre riflette quello degli individui dei quali ci prendiamo cura e per i quali prendiamo decisioni.

Il nodo fondamentale penso sia che l’uomo per natura è convinto di essere sempre nella ragione e tende a limitare la libertà al prossimo. Prendendosi la facoltà di scegliere per gli argomenti che lo riguardano e anche per il restante mondo che lo circonda, vuole mantenere lo scettro del potere per gestire sia la sua specie che quella animale.

Vorrei evitare fraintendimenti e constatazioni ovvie che riguardano la necessità di regole sociali per la convivenza serena di chi sceglie di avere o meno un animale da compagnia. Ed è inoltre comprensibile che un adulto maturo si occupi di un neonato o delle scelte di un minore, ma a mio avviso sarebbe opportuno guardare alle esigenze del singolo individuo specifico, più che all’ ego di genitori, proprietari, educatori o formatori. E per me ancora più importanza assume il discorso e si fa rilevante quando chi è dall’altra parte è un animale del quale rispondiamo per benessere e integrità psicofisica.

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Stefano – Eden & Spaz

Sembra un discorso inizialmente banale che poi sfocia in un filosofeggiare scontato e dispersivo, ma con esempi pratici i quesiti che mi pongo in questi giorni sono di carattere attuale:

“E’ etico caricare in un furgone decine di cani per viaggiare attraverso mezza Italia in nome di un campionato espositivo? E con quali rischi e spiacevoli incidenti?

“Qual è l’aspettativa di un proprietario che ha un cane sportivo competitivo ed allenato? E l’ottica del cane è la stessa?”

“E’ giusto umanizzare il cane abituandolo a un passeggino, neanche fosse un bimbo e “ addobbarlo” come un albero di natale riempiendolo di fiocchetti e profumi?”

“’Insegnare ai cani -l’attenzione- nei confronti del proprietario e l’-obbedienza-, è una necessità del cane o nostra?

Sembra scontato e concordo con eventuali contestazioni sul fatto che il cane viva con noi e determinate regole di buon senso siano necessarie, ma dov’è il confine tra benessere comune e velleità esclusivamente umane? Perché mai il cane che aspetta il compare umano deve necessariamente attendere seduto al piede piuttosto che starsene comodamente in piedi? Io sento puzza di mania o paura di perdita di controllo.

Siamo il primo di agosto. Il sole splende e il termometro segna 28 gradi. Oggi Spaz ed Eden sono scrutatori attenti : “tocca a noi oggi vero? insomma.. sono usciti tutti questa settimana e sappiamo dove li avete portati, puzzavano tutti di terra e fieno.. e le cucciole di acqua di fiume”. Ebbene sì, Eden e Spaz si aspettano chiaramente di essere portati a spasso.

“Attenzione Husky Libero”

Le aspettative erano chiare e noi non potevamo né volevamo deluderli.. E cosi rieccoci, a 10 minuti da casa a gustarci una serata “sguinzagliati”, vestiti solo di buon umore e digitale per intrappolare bei momenti di spensieratezza. La tentazione di provare a piazzare una piccola tenda per la notte è tanta, tantissima, ma per oggi va bene anche così.

Non credo sinceramente che avrebbero desiderato altro che questo: tempo esclusivo per loro in relax immersi nella natura. Il fiume è tutto per noi perché i bagnanti lasciano presto la riva (dopotutto sono anche le 20.00 di sera).

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Spaz & Eden

Questo mese il calendario espositivo era ricco di date interessanti, ma abbiamo concordato di rimanere a goderci casa piuttosto che rischiare di stancarci in viaggi e giornate pesanti. Anche l’attrezzatura di allenamento è stata accantonata (proibitivo allenare con questo tempo!). Gli unici bagni regalati ai lupi sono stati al fiume e qualche bagno di necessità per accelerare la muta importante.

Non so davvero se sia giusto così, di fatto ognuno quando compie un’azione voglio sperare sia mosso da buone e nobili intenzioni, non sta a me giudicare, sta di fatto che questa è l’ottica che per ora ci appartiene.”

Marta

 

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