Stefano Da Re

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La mia storia è un po’ più recente di quella di Marta, inizia infatti nel 2014 quando quasi per errore adottai un piccolo meticcio dal canile.. un povero, indifeso, tenero criminale, ostinato e folle cane. Le ragioni che mi spinsero a fare questa scelta non so ancora quali siano, forse perché ero rimasto solo in casa, forse semplicemente per compagnia o forse solamente perché mi ero innamorato di quello sguardo furbetto che mi guardava da dietro il box. I primi tempi in casa sono stati un disastro, io di cani personalmente non ne avevo mai tenuti e quasi non sapevo più da che parte prenderlo. In questo periodo di disperazione mi è stato “offerto” di entrare a fare parte di un associazione che si occupa di socializzazione e con loro sono riuscito a muovere i primi passi nella cinofilia per poi acquisire autonomamente le prime conoscenze per poter lavorare con un cane sempre attivo e bisognoso di contatto. In quei mesi ho provato a fare un po’ di tutto, dalla pet therapy all’agility dog, ma vedevo che mancava sempre qualcosa.. Spaz continuava a fare 30 secondi di attività poi tornava a sedersi di fianco a me.

La svolta arriva a fine settembre, quando ho avuto la fortuna di poter partecipare ad un trekking con il campione europeo di sleddog Filippo Piccinini il quale, dopo aver sentito la nostra storia, quasi come un veggente, mi disse che avrei trovato una ragazza “dotata di Siberian Husky” con la quale condividere la vita e che l’unica attività che piaceva a Spaz era evidentemente fare l’Husky.

Da quel giorno iniziai ad innamorarmi sempre più del mondo dei nordici, cercando di replicare le loro attività con Spaz seppur in modo molto più leggero visto le dimensioni. Poco tempo dopo, proprio durante una di queste attività, ho conosciuto effettivamente quella ragazza di cui parlava Filippo..

 

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