Mai e poi mai vorrei un Husky

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Qualche anno fa, quando ero entrata da poco nel mondo cinofilo ebbi a che fare con una  femmina di siberian husky mal gestita, molto possessiva… e pensai “mai e poi mai vorrei un husky”. Ma come spesso accade dobbiamo ricordarci una cosa fondamentale: mai mettere alla propria vita dei limiti e soprattutto mai fermarsi alle apparenze.

Il mio primo Siberian Husky

All’epoca avevo preso da poco il mio pastore belga malinois. Un cane energico, schematico, un guardiano perfetto… insomma un gran soldatino se così lo vogliamo definire ma una sorpresa mi stava aspettando dietro l’angolo. Era circa il gennaio del 2014 quando avvenne il classico “colpo di fulmine”. Avevo iniziato a lavorare per un allevamento di siberian husky… ancora questi cani che mi perseguitavano!! Inizio a pulire i box…n°1…n°2…n°3 … arriva il n°4 ed ecco una vocina urlante ed insopportabile che inizia a martellarmi il cervello.

Abbasso lo sguardo e c’era lui, unico cucciolo rimasto insieme alla sua mamma, e penso … “Povero Cristo quello che lo prenderà, senti come urla questo matto!!”

Il 14 febbraio 2015 il “povero Cristo” sono diventata io. Yankee con quella vocina da anatra starnazzante è entrato non solo nella mia testa fino a farmi venire una bella emicrania ma anche nel mio cuore. Ebbene si, il mio primo siberian husky, un cane così diverso da quelli a cui ero abituata. Lanci di palline, condotte, difesa e tutto il resto erano solo un lontano ricordo. Ho dovuto resettare tutto ed imparare a conoscere la razza. Guardandoci ci siamo chiesti:

“Allora cosa ci piacerebbe fare insieme?”

Abbiamo imparato a perlustrare boschi e correre insieme dimenticando gli schemi appresi fino ad allora. Mi ha fatto vedere quello che scorre nelle suo vene, trainandomi e facendomi cadere dalla bicicletta dopo aver visto un simpatico uccellino fermo sulla riva del fiume.

Non c’è uno senza due

Mi ha fatto così tanto innamorare di questa razza che ad Aprile 2018 è arrivata anche lei: Harley.

Se Yankee è un misto fra animo selvaggio e voglia di collaborare, lei è la pazza di casa, una lupa selvaggia. Se lancio una pallina (le vecchie abitudini sono dure a morire), mi guarda come per dirmi  “lo hai capito vero che non sono un pastore tedesco e che la te la vai a riprendere da sola?”. Ed ecco che arriva lui, Yankee, l’animo buono che la va a riprendere e me la riporta. Mi fa sentire felice, ma solo per 2 o 3 lanci perchè… insomma a tutto c’è un limite per un siberian.

Ecco questo è il mio branco ben assortito e se aggiungiamo anche Polly, una ex randagia simil jack russel/pincher di 11anni, la signora Rottenmeier, abbiamo proprio di tutto. Sono cani così diversi fra loro, ma a volte mi fermo a riflettere e penso che sono proprio quelle loro differenze e sfumature che mi fanno amare ognuno di loro in modo uguale e diverso allo stesso tempo.

Nella vita mai dire mai,

Sara

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